mercoledì 16 aprile 2014

Kill Killer di Roberto Galati-L'inchiesta / 3_Moira femmina violenta

Cari trash eaters,
bentornati all'analisi approfondita del sacro graal del trash fumettistico italiano: Kill Killer!
Prima di leggere questo post vi invito, se non l'avete già fatto, a visionare il numero uno e il numero due.
Bene, siamo nel  giugno del 1999, Pulp Fiction di Tarantino è uscito nel 1994 e Roberto Galati non può esimersi da realizzare un fumetto dalle medesime (?) atmosfere!
Anche questo episodio si apre col consueto prologo prima del titolo. Siamo nello studio di uno psicologo, l'esimio dott. Strunz (non scherzo, nella targhetta dello studio si legge proprio questo cognome) che tiene una seduta con una cliente evidentemente abituale:





e vai!
Stacchiamo per gustarci una simpatica gag col nostro protagonista
Dopo la telefonata dei testimoni di Geova il nostro riceve la chiamata di sua moglie Kitty, lo chiama direttamente dall'India dove si trova per un ritiro spirituale. Robert è quindi "tornato scapolo" e decide, tanto per passare il tempo, di recarsi in un museo.
E indovinate chi ci trova?
Abbordaggio mediante commento di un quadro!


Poco dopo, a casa del Roberto:
Galati: non s'interrompe un'emozione!
Finiti i preliminari si fa sul serio:







Come insegna "Attrazione Fatale": non mettere le corna a tua moglie che non si sa mai con che pazzoide ti vai a mettere!


(L'epico inseguimento automobilistico è stato tagliato, non voletecene!)

Nei peggiori thriller hollywoodiani vige la regola della resurrezione fuori tempo massimo del cattivo:
Segue furiosa scazzottata che francamente vi risparmiamo.
"Accompagnami al più vicino manicomio, prima però baciami!"

Non vi preoccupate: Moira tornerà!
Vi ricordo che siamo nel 1999:
Prima di salutarci, tavola bonus "macchinine della scuola guida, esterno giorno, interno camera da letto":

e il consueto omaggio redazionale:
disegno di Stefano Luppichini
Cari trashofili, appuntamento al prossimo post!

martedì 1 aprile 2014

Kill Killer di Roberto Galati-L'inchiesta / 2_Uccidi per me

Cari troll puzzolenti,
bentornati all'inchiesta dedicata al fumetto italiano più scult di sempre!
Kill Killer invase le edicole italiche proprio alla fine dello scorso millennio, quando ancora la moneta nazionale era la lira;  sei autarchici numeri dalla cover gialla, frutto della diabolica mente della meteora Roberto Galati.

In questo post leggeremo e commenteremo insieme il secondo numero di Kill Killer datato maggio 1999, allacciatevi le cinture di sicurezza perché ne vedremo delle brutte!
(Clicca qui per il numero uno di Kill Killer)
Dopo essere partito col botto affrontando il tema della pedofilia Galati si prepara a cucinare un altro piatto forte per i suoi lettori, volete un indizio?
Mi sa che avete indovinato...

Coraggio, facciamo la conoscenza del villain di questo mese:
Il professor David Salem è un eminente antropologo che se ne va tranquillamente in tv alla BBC ad esporre la sua teoria per risolvere il problema della sovrappopolazione mondiale, niente di elaborato, semplicemente il ritorno al cannibalismo!
Un'astuta provocazione? Una pessimistica  previsione futuribile? Non credo proprio.

Più tardi difatti a casa del professore sta per essere servita la cena...

Notate nell'ultima vignetta la sapiente abolizione della prospettiva
spaziale per raggiungere il desiderato pathos.

Nel frattempo i protagonisti della serie, Robert e Kitty, si godono una meritata serata romantica in un albergo. Sfiga vuole che nel suddetto albergo ci lavori il simpatico mandingo Habib (quello delle vignette  precedenti) che adocchia vogliosamente Kitty.
Spalleggiato dal turco Gad (se ci fossero dubbi sulla sua nazionalità la cosa viene risolta astutamente disegnandogli sul capo un fez dotato di mezzaluna e annessa stella), anch'esso un lavorante dell'albergo, i due energumeni irrompono nella stanza della coppia.
Seconda vignetta, nel baloon c'è scritto: "Suino, favella!", "Porco giorno!",
oppure è una bestemmia?!




Be', con l'apertura del mercato del lavoro agli extracomunitari devo dire che la qualità del servizio si è notevolmente abbassata!

Mentre Kill Killer si appresta ad interrogare il turco bastardo coi suoi soliti metodi, il mandingo Habib porta la calva Kitty a casa del professore e, prima della consueta cena, si appresta pure a darle una ripassata...



Vabbe', la daga romana e il fodero ce li aveva
nascosti dentro...(?)


Occhio al...

...rallentatore...(e comunque perché spranga la sua fidanzata?)
E ora il finale! (indovina chi viene a cena?)

(Sì: l'ultima vignetta è una minaccia!)
Cannibalismo, violenza, sesso non consensuale, odio razziale: direi che non possiamo lamentarci!
(dimenticavo il bestemmione)
E ora, prima di salutarci, l'omaggio redazionale :
Disegno di Stefano Luppichini (felice possessore
di tutta la serie di Kill Killer)

La prossima settimana continueremo questa entusiasmante review, e se anche voi avete letto una volta nella vita KK trollatemi pure!

lunedì 24 marzo 2014

Kill Killer di Roberto Galati-L'inchiesta / 1_Lascia stare i bambini

Cari vampiri trash che sbrilluccicano alla luce del sole,
un grande regalo per voi: parte con questo post l'analisi TOTALE dei sei numeri di Kill Killer apparsi in edicola dall'aprile 1999 al gennaio 2000.
E fu così che un giorno il veneto , che si presenta all'interno del giornalino come "pittore", Roberto Galati decise di creare, scrivere, disegnare, pubblicare e distribuire in edicola un fumetto!
Il fumetto è in bianco e nero e sembrerebbe essere un bonellide (vedi il nome della serie dalle lettere iniziali identiche) ma la gabbia adottata (i due vignettoni per pagina) è di chiara matrice nero/diabolika.


[ lo strano formato di KK: più piccolo di un Dylan Dog ma più grande di un Diabolik ]
[ da notare che ai tempi un Bonelli costava 3500 lire]

Sinossi: "Lascia stare i bambini" ci presenta subito il protagonista della serie narrandone le origini.
Londra: l'ucraino Robert è felicemente sposato con l'olandese Kitty, insieme hanno una figlia di pochi anni, Alexia.
Purtroppo Alexia viene rapita e stuprata da un maniaco.


Il maniaco è ben presto arrestato e condannato a dieci anni di reclusione "che però gli vennero condonati ben presto per infermità mentale".
Al momento della "sentenza di condono" (?) Robert si trova in aula e pensa bene di farsi giustizia da solo sparando allo stupratore killer con la sua pistola Luger, e sbagliando pure mira! (!).
Viene così arrestato e rinchiuso in carcere.
Dieci anni dopo ritroviamo Robert e Kitty (quest'ultima coi capelli totalmente rasati a zero, forse perché nel frattempo ha abbracciato la fede buddista, come indicato in terza di copertina?); Robert non è più un mansueto padre di famiglia bensì si è trasformato in uno spietato giustiziere, è diventato Kill Killer!
Segnaliamo subito una grave incongruenza nella trama , da Wikipedia: -Nella sua prima avventura, in cui Kill Killer agisce per vendicare la morte della figlia di cinque anni avuta da Kitty, il nostro protagonista viene condannato ad alcuni anni di carcere per avere aggredito il presunto colpevole. Dopo avere scontato la sua condanna si riunisce quindi con Kitty, che è ora diciannovenne ed, insieme, i due si vendicano del pedofilo responsabile. Un rapido calcolo porta il lettore a concludere che, anche se si ammettesse che gli "alcuni anni di carcere" scontati dal nostro ammazzasette fossero stati soltanto due, Kitty avrebbe avuto la figlia, da Kill Killer, attorno ai dodici anni, rendendo il "giustiziere" pedofilo tanto quanto la sua vittima.-

L'albo si conclude con l'uccisione da parte di KK di due pedofili, uno dei quali era l'assassino di sua figlia.

E adesso la sequenza più bella di questo numero: "Interrogatorio e pestaggio del frocio"





E ci teniamo a ribadire che
Conclusioni finali:
Roberto Galati decise di lanciarsi in un'operazione "one-man-band" e questo fu il suo più grande errore: tutte le buone idee che pure potevano esserci furono vanificate da un'esecuzione a dir poco dilettantesca, perché non è tanto importante COSA racconti bensì COME la racconti.
Le copertine di questa serie sono, a mio avviso, la cosa più sbagliata in assoluto: mettere degli sketch svogliati sopra uno sfondo giallo (penso che il giallo servisse a identificare il genere letterario a cui il fumetto si voleva richiamare) non significa aver realizzato una cover!
Significa invece che la tua rivista rimarrà sicuramente parcheggiata in edicola!
Il logo della serie poi, piuttosto che essere realizzato bene, si preoccupa subito di esporre il "marchio registrato" e di specificare "creato da Roberto Galati"; perché qui piuttosto che di fronte ad un personaggio che vuole intrattenere il suo pubblico ci troviamo di fronte alla massima espressione di volontà di potenza dell'ego galatiano!

Il "poliziesco" creato da Galati ha di fondo delle buone idee.
Interessante è il suo voler essere pulp e politicamente scorretto a tutti i costi, il voler scandalizzare.
L'esecuzione facilona e dilettantesca però vanifica del tutto il poco di buono che c'era; direi che le incongruenze sull'età di Kitty Luger ben rappresentano l'approssimazione e il menefreghismo con cui è stato realizzato il progetto.
Aggiungiamoci che poi l'uso di un linguaggio scurrile e volgare per un prodotto di massa come il fumetto è sempre sconsigliabile oltre che di difficile gestione .

Avremo comunque il tempo, nei prossimi cinque post dedicati all'opera galatiana, di approfondire lo sviluppo di questo straordinario fumetto.

Vi lascio, cari emolettori, con questo sentito omaggio della fucker redazione:
Illustrazione di Stefano Luppichini. Suoi sono
i sei albi che andremo a recensire, e quindi lo
ringraziamo!


venerdì 14 marzo 2014

A letto con Sukia


Sukia è un fumettazzo nato nel 1977 che parla di una vampira porcellona.
La tavola di cui sopra è tratta dal numero uno, pure la cover (ad opera di Emanuele Taglietti).